Istruzioni per scrivere e parlare d’Africa evitando i luoghi comuni

Café Africa

Ecco quello che rappresenta il manifesto di questo blog. La volontà di raccontare un’Africa diversa da come viene spesso rappresentata. E le parole di Binyavanga Wainaina, scrittore e giornalista keniano, in maniera diretta ed ironica si scagliano contro tutti quei luoghi comuni utilizzati da noi Occidentali per parlare d’Africa.
Mi prefiggo di rileggere spesso questa lettera, perché è così facile cadere in tentazione….
Come scrivere d’Africa
Nel titolo, usate sempre le parole “Africa”, “nero”, “safari”. Nel sottotitolo, inserite termini come “Zanzibar”, “masai”, “zulu”, “zambesi”, “Congo”, “Nilo”, “grande”, “cielo”, “ombra”, “tamburi”, “sole” o “antico passato”. Altre parole utili sono “guerriglia”, “senza tempo”, “primordiale” e “tribale”.
Mai mettere in copertina (ma neanche all’interno) la foto di un africano ben vestito e in salute, a meno che quell’africano non abbia vinto un Nobel. Usate, piuttosto, immagini di persone a torso nudo con costole in evidenza. Se proprio dovete ritrarre un africano, assicuratevi…

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Se il mondo inizia a capovolgersi. Per l’Africa ora la zavorra è l’Europa

Mentre l’Europa e l’Italia, con le loro crisi contribuiscono al declino economico mondiale, l’Africa alza la voce e fa pesare i numeri del suo boom. “Siamo pronti a contribuire alla crescita economica mondiale per la prima volta nella storia”, è stato l’annuncio reso dai ministri delle Finanze di Camerun e Nigeria che nella riunione di primavera del Fondo monetario internazionale (Fmi) e Banca mondiale, tenuta ieri a Washington, hanno dipinto prospettive rosee per tutto il continente. Una regione che però teme che il suo slancio economico possa essere frenato dalla grave situazione dell’area Euro.

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Così l’Africa e la Cina si papperanno l’Europa

“Grazie. Grazie perché finanziate la nostra rinascita. Grazie perché fate del Congo un paese moderno. In dieci anni della vostra presenza in Africa avete fatto ciò che ai colonizzatori non è riuscito in 100 anni. Grazie”. Editoriale del quotidiano nazionale del Congo Brazzaville in occasione della visita del vicepremier cinese il 4 settembre scorso.

africani in cina

Cosa direbbero Lega Nord e nazionalisti vari se sapessero che nel 2030 invece che respingere gli immigrati africani li accoglieremo a braccia aperte? E che reazione avrebbero se sapessero che gli africani dal canto loro snobberanno l’Europa e affolleranno i paesi dell’estremo oriente, primo fra tutti la Cina? Uno scherzo, fantascienza forse. Ma non la pensa così Ian Goldin, professore di globalizzazione e sviluppo ad Oxford, che in passato è stato vicepresidente della Banca mondiale, direttore della banca dello sviluppo per il Sudafrica nonché consigliere di Nelson Mandela. Goldin vede nella politica migratoria restrittiva una delle ragioni che porteranno l’Europa all’isolamento, mentre la Cina e l’Africa stringeranno sempre più alleanze strategiche facendo le scarpe al vecchio continente.

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