Angola Leone d’oro alla Biennale di Venezia «L’abbandono diventa poesia»


Oggetti abbandonati collocati in un altro contesto urbano. Rifiuti e pezzi di auto che diventano il completamento armonico degli scatti di Edson Chagas, artista angolano, le cui foto sono il fulcro del padiglione dell’Angola alla Biennale d’Arte di Venezia. Opere che hanno permesso al paese di ottenere il leone d’oro. L’installazione è stata curata dagli architetti Paula Nascimento e Stefano Rabolli Pansera per Beyond Entropy alle prese già l’anno scorso con la creazione del padiglione per la Biennale di architettura, sempre per l’Angola.

Il tema di quest’anno della Biennale è il Palazzo enciclopedico. Con questo nome nel 1955 l’artista Marino Auriti battezzò un palazzo-museo immaginario che potesse accogliere tutto il sapere umano collezionando le più grandi scoperte dell’uomo, dalla ruota al satellite.


Negli scatti di Chagas Luanda c’è ma non si vede. Non c’è il caos, non ci sono le persone. Ci sono però alcuni oggetti ‘regalati’ all’artista dalle strade di questa città e immortalati in totale solitudine quasi con una minuzia chirurgica.

«Il nostro è un padiglione meraviglioso – mi ha detto Stefano Rabolli Pansera – ciò che più e interessante è capire come si può sviluppare il rapporto fra la città e i suoi abitanti. Per fare ciò noi abbiamo preso oggetti distrutti, abbandonati e li abbiamo resi poetici spostandoli dal loro spazio originale, in una sorta di investigazione fra il sapere e le forme che noi diamo a questo sapere. Mostreremo le declinazioni del palazzo enciclopedico in Angola, facendo vedere cosa sta succedendo lì».

Stefano_Rabolli_Pansera_Paula_Nascimento

Stefano ha girato molto Luanda per portare avanti i progetti di Beyond Entropy e racconta di essere stato aiutato dalla capitale angolana. «Ci sono stato tante volte – spiega Stefano – anche perché mi ispira tantissimo: le situazioni urbane che trovo lì non si trovano più da nessuna parte, edifici moderni coloniali e baracche che sorgono sparse. Quello che mi interessa nel mio lavoro è guardare allo sviluppo di questo tipo di città perchè sono convinto che sia possibile creare un modello di sviluppo urbano sostenibile».

Come raccontano Stefano e Paula, la capitale dell’Angola ha un’architettura unica che negli ultimi anni si sta perdendo. «Luanda è molto particolare – spiega Paula – è prima di tutto una città coloniale nonostante in tutta la città stiano sorgendo esempi di arichitettura moderna. Anche a causa di questi edifici molti palazzi antichi si vanno perdendo. Gli edifici moderni danno particolarità alla città ma penso che a Luanda ci sia una ricchezza architettonica che vada tutelata».
C’è anche questa diversità negli scatti di Edson, un artista che nasce come fotoreporter e che solo negli ultimi anni ha prestato i suoi scatti all’arte. «L’Angola essendo un paese sul mare ha reso i suoi abitanti aperti per natura – prosegue Paula – Luanda è stata così ispirazione per nuovi movimenti artistici e forme di espressione. Edson fa proprio parte del movimento di nuovi artisti. La fotografia in Angola è ancora nuova come forma d’arte, ci sono arti plastiche, pittoriche, scultoree ma la fotografia e’ stata sempre associata al fotogiornalismo, mentre da qualche anno iniziano a vedersi foto che sono opere d’arte».

Il padiglione dell’Angola si trova a Palazzo Cini a Venezia e sara’ aperto al pubblico fino al 24 novembre 2013.

Annunci

2 thoughts on “Angola Leone d’oro alla Biennale di Venezia «L’abbandono diventa poesia»

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...