Ragazze rapite in Nigeria, «Sappiamo dove sono ma non vogliamo usare la forza». Intanto gli Usa addestrano soldati locali contro il terrorismo

Gli Usa hanno investito oltre 100 milioni di dollari per addestrare soldati in Mali, Niger, Libia e Mauritania

Gli Usa hanno investito oltre 100 milioni di dollari per addestrare soldati in Mali, Niger, Libia e Mauritania

 

I militari nigeriani hanno individuato il gruppo di 200 ragazze rapite da Boko Haram il 14 aprile scorso mentre erano in una scuola nel nord della Nigeria. Si troverebbero in una zona remota dello stato del Borno, roccaforte di Boko Haram, al confine col Ciad. «E’ una buona notizia per i genitori – ha dichiarato il capo dello stato maggiore della Difesa nigeriana – ma non rischieremo di andare lì con la forza. Non possiamo permettere che uccidano le nostre ragazze».

Secondo quanto scrive la BBC, nei giorni scorsi è stato vicinissimo un accordo per liberare alcune delle ragazze ma il governo nigeriano alla fine si è tirato fuori. Era stato persino inviato un intermediario che ha incontrato i leader del gruppo islamico e ha visitato i luoghi dove sono detenute le studentesse. L’accordo prevedeva il rilascio di 50 ragazze in cambio della liberazione di 100 prigionieri di Boko Haram.

Tuttavia Goodluck Jonathan, presidente della Nigeria, dopo alcune prime aperture, si è tirato indietro dopo aver preso parte al vertice di Parigi con Francois Hollande e i capi degli altri quattro paesi interessati dalle violenze del gruppo islamico, Camerun, Benin, Cia e Niger. Un vertice che aveva all’ordine del giorno l’escalation di violenza in Nigeria e che ha visto la presenza anche di rappresentanti di Unione Europea, Gran Bretagna e Stati Uniti. Dal vertice è emersa non solo la volontà della «guerra totale» contro Boko Haram, ma anche l’avvio di una nuova strategia che vede l’Occidente alleato ai paesi africani per combattere il terrorismo.

Una strategia che gli Usa portano avanti da anni e che hanno rilanciato nell’ultimo periodo. Secondo quanto scrive il New York Times, gli americani stanno addestrando soldati reclutati in Mali, Libia, Mauritania e Niger. Oltre 100 milioni di dollari investiti in questi paesi per formare truppe e fornire equipaggiamento per far fronte alla minaccia terroristica. Gli Usa infatti vorrebbero evitare «large land wars» come quelle in Afghanistan o in Iraq, ma vorrebbero lasciare che siano gli stessi governi locali a «gestire l’emergenza». Intanto anche in Nigeria gli Usa sono in prima linea, non solo politicamente (basti pensare alla foto di Michelle Obama con l’hashtag bringbackourgirls, diffusosi in poco tempo fra vip di Hollywood e sportivi) ma anche con interventi di intelligence, attraverso l’invio di team di esperti che stanno aiutando i militari nigeriani nelle ricerche.

Team che sono stati inviati anche da Francia, Gran Bretagna ma anche Cina. Gli interessi in ballo nella regione sono enormi e ognuno vuole fare la sua parte.

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