Il presidente dell’Angola in Vaticano. Dopo anni di censura spiragli di libertà per i giornalisti cattolici?

L'incontro fra il Papa e il presidente dell'Angola Jose' Eduardo Dos Santos

L’incontro fra il Papa e il presidente dell’Angola Jose’ Eduardo Dos Santos

Nei giorni scorsi il presidente dell’Angola Jose’ Eduardo Dos Santos è andato in Vaticano dove ha incontrato Papa Francesco il quale ha annunciato che nel 2016 visiterà il paese africano. È il terzo Papa che il presidente angolano incontra nel corso della sua presidenza che va avanti dal 1979. L’ultimo era stato Papa Benedetto XVI che era andato in visita in Angola nel 2009. Una delle richieste che l’allora Papa aveva fatto al capo di stato angolano era stata quella di consentire a Radio Ecclesia, la radio cattolica d’Angola, di trasmettere in tutto il paese.

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Se in Africa iniziano a chiamarci nazisti

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Angela Merkel durante la sua visita in Liberia nel 2007

Domenica scorsa il Jornal de Angola, unico quotidiano non sportivo del paese, ha pubblicato un pesantissimo editoriale (lo potete leggere qui in portoghese) in cui il direttore, José Ribeiro si scaglia contro le politiche migratorie dell’Europa, fino ad accostare i porti e gli aeroporti europei ai campi di concentramento nazisti. “Il massacro di Lampedusa – scriveva il quotidiano – è solo un assaggio del mostro in cui si può trasformare l’Europa. Al di là di ciò che è successo sappiamo che ci sono migliaia di africani che continuano a voler entrare in Europa, sappiamo che viene loro impedito e muoiono perché gli viene rifiutata l’accoglienza con dignità. L’Europa ha un nuovo muro di Berlino e si è trasformata in una fortezza insensibile alla sofferenza. Neanche i campi di concentramento nazisti erano tanto custoditi e sinistri come i porti e gli aeroporti europei di oggi. Le maglie dei controlli sono più strette e perciò migliaia di africani, comprese donne e bambini muoiono al largo dell’isola di Lampedusa. La crudeltà dei politici europei non ha limiti”.

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L’Angola scintilla per i mondiali di hockey mentre proseguono gli arresti lampo di giornalisti e dissidenti politici

Padiglione hockey Luanda

«In Europa ce lo sogniamo un posto così per giocare a hockey.  È enorme, super moderno e davvero bello». Il biglietto da visita dell’Angola, organizzatrice del primo mondiale di hockey su pista in un paese africano, sembra essere proprio il palazzetto di Luanda, con le sue luci cangianti, le palme fresche di vivaio a circondarlo, i 12mila posti a sedere e i 30mila metri quadri di grandezza. Poi c’è quello nella regione del Namibe costruito per l’occasione assieme ad un albergo. Il tutto per una spesa complessiva di 120 milioni di dollari. Insomma, l’Angola non si è risparmiata, volendo, anche con questa manifestazione sportiva, rimarcare la sua importanza di potenza africana in ascesa. Venerdì scorso sono stati almeno 7mila gli angolani che hanno assistito alla cerimonia inaugurale fatta di balli tribali, coreografie a tutto campo con i colori nazionali e video proiettati su teli mastodontici che mostravano le meraviglie naturali del paese. L’organizzazione ha anche chiamato i campioni del mondo di pattinaggio artistico, una coppia di giovani italiani che è esibita davanti alle tribune in delirio.

L’hockey si respira anche per le strade piene di luminarie con la mascotte del campionato. Per non parlare degli arei della Taag, la compagnia aerea nazionale, che portano tutti sulla fiancata la pubblicità del mondiale, mentre radio e televisioni non parlano d’altro, delle favorite, delle ambizioni dell’Angola ad essere fra le prime.

Padiglione hockey Luanda

Questa è l’Angola in questi giorni, quantomeno la sua immagine ufficiale e patinata.

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Angola Leone d’oro alla Biennale di Venezia «L’abbandono diventa poesia»


Oggetti abbandonati collocati in un altro contesto urbano. Rifiuti e pezzi di auto che diventano il completamento armonico degli scatti di Edson Chagas, artista angolano, le cui foto sono il fulcro del padiglione dell’Angola alla Biennale d’Arte di Venezia. Opere che hanno permesso al paese di ottenere il leone d’oro. L’installazione è stata curata dagli architetti Paula Nascimento e Stefano Rabolli Pansera per Beyond Entropy alle prese già l’anno scorso con la creazione del padiglione per la Biennale di architettura, sempre per l’Angola.

Il tema di quest’anno della Biennale è il Palazzo enciclopedico. Con questo nome nel 1955 l’artista Marino Auriti battezzò un palazzo-museo immaginario che potesse accogliere tutto il sapere umano collezionando le più grandi scoperte dell’uomo, dalla ruota al satellite.

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Ensaios de independência linguística. Online um dicionário de calão angolano

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“Ele ta memo gato!”.
“Gato? Tas a falar o que?!”

Quando um estrangeiro chega a Luanda, mesmo que fale português, às vezes encontra muita dificuldade em perceber o calão, uma gíria que nasce nas ruas, que sofre alterações e que cresce a cada dia com as muitas palavras que vai recebendo dos diversos bairros de Angola. Muitas destas expressões já são utilizadas há muito tempo na linguagem de todos os dias dos angolanos, mas não há nenhum dicionário que possa atestar este uso, já que o dicionário em vigor em Angola segue a norma portuguesa. Há algum meses atrás, surgiu um novo sítio web no panorama da Internet. Chama-se Kallun (http://kallun.com) e foi criado por um jovem programador informático de Luanda.

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«La Chiesa universale ci ha dato una speranza» Cronaca del successo di una chiesa pentecostale che in Angola non perde fedeli nonostante il governo abbia deciso di chiuderla

Una delle chiese Iurd di Luanda

Una delle chiese Iurd di Luanda

Secondo una ricerca del Pew Forum, organizzazione americana che si occupa di religione, dei 516 milioni di cristiani africani, il 57,2% sono protestanti e il 34,1% cattolici. Fra le chiese protestanti più seguite c’è la Chiesa universale del regno di Dio (Iurd) che in Angola conta qualche milione di fedeli. «La Iurd ha avuto così tanto successo in Angola perché ha dato una speranza di miglioramento nella vita terrena, a migliaia di persone che soffrono – mi ha spiegato Guy C., 35 anni, funzionaria di banca incontrata durante una celebrazione – mentre a volte sembra che la Chiesa Cattolica sia concentrata solo sulle speranze della vita eterna, dimenticandosi dei problemi reali della gente».

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Angola. Decine di migliaia di appartamenti in saldo. Ressa fuori dalle agenzie immobiliari

Gli sconti praticati sulle case nel quartiere di Kilamba a Luanda hanno attirato centinaia di persone fuori dalle agenzie immobiliari

Gli sconti praticati sulle case nel quartiere di Kilamba a Luanda hanno attirato centinaia di persone fuori dalle agenzie immobiliari

A 30 chilometri da Luanda, nel quartiere di Kilamba, per settimane centinaia di persone si sono accalcate fuori dalle tre agenzie immobiliari aperte in quella zona. Aspettavano di essere ricevuti e stipulare un contratto d’acquisto di uno degli 80mila appartamenti costruiti anni fa in quella zona e rimasti invenduti a causa dei prezzi troppo alti. Un deserto urbano, in un’area di 54 chilometri quadrati, fatto di 700 edifici per un totale di 80mila appartamenti.

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Angola. Bambini accusati di stregoneria. L’impegno del governo contro le violenze in casa

Anni fa Save the Children denunciò in Repubblica democratica del Congo (Congo Kinshasa) le violenze subite dai bambini considerati “stregoni” dalla proprie famiglie. Un fenomeno che secondo la Ong fa si’ che circa 70mila bambini di quel paese siano vittime di violenze. Anche in Angola il fenomeno esiste, diversi giornalisti americani e inglesi ne hanno già parlato. Ma una stima del fenomeno non esiste.

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