Così l’Africa e la Cina si papperanno l’Europa

“Grazie. Grazie perché finanziate la nostra rinascita. Grazie perché fate del Congo un paese moderno. In dieci anni della vostra presenza in Africa avete fatto ciò che ai colonizzatori non è riuscito in 100 anni. Grazie”. Editoriale del quotidiano nazionale del Congo Brazzaville in occasione della visita del vicepremier cinese il 4 settembre scorso.

africani in cina

Cosa direbbero Lega Nord e nazionalisti vari se sapessero che nel 2030 invece che respingere gli immigrati africani li accoglieremo a braccia aperte? E che reazione avrebbero se sapessero che gli africani dal canto loro snobberanno l’Europa e affolleranno i paesi dell’estremo oriente, primo fra tutti la Cina? Uno scherzo, fantascienza forse. Ma non la pensa così Ian Goldin, professore di globalizzazione e sviluppo ad Oxford, che in passato è stato vicepresidente della Banca mondiale, direttore della banca dello sviluppo per il Sudafrica nonché consigliere di Nelson Mandela. Goldin vede nella politica migratoria restrittiva una delle ragioni che porteranno l’Europa all’isolamento, mentre la Cina e l’Africa stringeranno sempre più alleanze strategiche facendo le scarpe al vecchio continente.

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Ghana. “Ad Accra sarà boom economico”. E i pubblicitari italiani non stanno a guardare

Lo staff della Now Available Africa, azienda pubblicitaria lanciata da tre italiani in Ghana

Lo staff della Now Available Africa, azienda pubblicitaria lanciata da tre italiani in Ghana

I posti ideali per fare affari in Africa nei prossimi anni? Accra, Lusaka e Luanda, rispettivamente capitali di Ghana, Zambia e Angola, elette da una ricerca realizzata dall’università di Johannesburg e dalla Mastercard, come le tre città che hanno il migliore potenziale di crescita nei prossimi 5 anni. La classifica delle big è stata stilata fra una lista di 19 città africane valutate in base a crescita economica, incremento della popolazione, livelli di governance, facilità nell’avviare un’impresa, infrastrutture e crescita della popolazione.

La prima della lista secondo lo studio e’ Accra, capitale del Ghana. “Alcune delle ragioni in questa posizione – hanno spiegato gli autori dello studio – stanno nella crescita del pil pro capite, nell’incremento dei consumi delle famiglie e nella facilità nell’avviare un business rispetto ad altre città africane”. Sul podio pesa l’assenza di Johannesburg, capitale del Sudafrica, motore del continente. “La sua crescita – spiegano gli autori dello studio – è già avvenuta dopo il 1994, dopo la fine dell’apartheid, al contrario di città come Luanda e Accra dove il trampolino del boom sarà l’incremento dei consumi della classe media”. Di Accra in Italia si inizia a parlare come di un nuovo paradiso per giovani e imprese emergenti. E i numeri ci sono tutti: Pil oltre il 7% nel 2012 e 2013; esportazioni triplicate dal 2006 al 2011 fino a 12 miliardi di dollari secondo l’ultimo rapporto di Moody’s; boom degli investimenti sia interni che stranieri.

E quelli italiani non mancano. In cerca di nuove prospettive, anche a causa della crisi europea, un’azienda italiana è diventata la prima agenzia pubblicitaria straniera in Ghana. Si chiama ‘Now Available Africa’ ed è stata aperta ad Accra da tre italiani.

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